Borse asiatiche in calo, salgono i timori per gli aumenti dei tassi

Borse asiatiche in calo, salgono i timori per gli aumenti dei tassi

Listini asiatici in calo questo giovedì, sulla scia ribassista della chiusura di Wall Street. I timori di un aumento dei tassi di interesse e di un rallentamento della crescita economica hanno mantenuto i trader cauti nei confronti degli asset più rischiosi

 

Gli indici cinesi Shanghai Shenzhen CSI 300 e Shanghai Composite sono stati tra i peggiori della giornata, con un calo rispettivamente dello 0,6% e dello 0,7%.

I mercati cinesi sono stati poco sostenuti dalla People’s Bank of China, che ha mantenuto i suoi tassi di prestito di riferimento ai minimi storici, anche se la mossa indica un maggiore sostegno alla liquidità per i titoli locali.

I titoli dei produttori di auto elettriche quotati a Hong Kong e in Cina hanno registrato forti perdite dopo il crollo del 6% di Tesla Inc.

Le azioni di Hong Kong di NIO Inc, Li Auto Inc e BYD Co Ltd hanno perso tra l’1,2% e il 5%, mentre le unità quotate a Shenzhen di Contemporary Amperex Technology Co Ltd, uno dei principali fornitori di batterie di Tesla, sono scese del 2,5%.

Per quanto riguarda gli altri indici, il Nikkei 225 è salito dello 0,1%, mentre l’indice australiano ASX 200 è rimasto invariato.

L’indice Taiwan Weighted ha perso lo 0,6%, con Taiwan Semiconductor Manufacturing, il titolo più importante dell’indice, che è stato scambiato al ribasso in vista dei risultati del primo trimestre previsti in giornata. D’altro canto, le azioni della cinese Semiconductor Manufacturing International Corp, uno dei principali concorrenti di TSMC, sono saliti del 4,2% a un livello record, aiutando anche l’indice Hang Seng di Hong Kong a registrare dei rialzi.

Sul sentiment verso i titoli dell’area, pesano i crescenti timori di un aumento dei tassi d’interesse a livello globale, dopo che i dati sull’inflazione di Regno Unito e zona euro hanno consolidato le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi da parte della Banca d’Inghilterra e della Banca Centrale Europea.

 

 

Fonte:www.investing.com