Borse europee deboli nel giorno delle elezioni di metà mandato Usa

Attesa per l’esito delle elezioni di midterm negli Usa, che potrebbero regalare a Biden un Congresso repubblicano o diviso. A Wall Street, Tesla continua a perdere terreno. In Cina torna la paura del Covid

 

Avvio contratto per i listini europei nel giorno in cui gli occhi degli investitori sono puntati verso gli Stati Uniti, dove si vota per le elezioni di midterm. Il Ftse Mib di Piazza Affari perde lo 0,3%, con Bper che cede il 3% dopo la trimestrale, mentre il Dax tedesco cede lo 0,2%. Londra in rosso di quasi mezzo punto percentuale. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi rimane stabile a 215 punti base.

In primo piano l’esito delle elezioni di metà mandato negli Usa, in attesa del dato sull’inflazione di ottobre, in uscita giovedì. In base agli ultimi sondaggi, la Camera andrebbe ai Repubblicani, mentre il Senato è ancora in bilico.

Mentre a Sharm el Sheickh proseguono i lavori della COP27, con India, Cina e Russia grandi assenti, in Europa focus sulla riunione allargata dei ministri delle Finanze. In primo piano la guerra in Ucraina e il Pnrr.

Ieri a Wall Street il titolo Meta ha tentato un recupero, chiudendo in rialzo del 6,5% dopo le indiscrezioni del Wall Street Journal su un imponente piano di licenziamenti in arrivo. Male, invece, un’altra big tech come Tesla, che ha perso il 5% nella prima seduta della settimana e continua a perdere terreno da quando Elon Musk ha completato l’acquisto di Twitter. Nella mattinata europea i future di Wall Street sono poco mossi e comunque poco sotto la parità.

Sul mercato asiatico cresce la preoccupazione per l’aumento dei casi Covid in Cina. Dopo le chiusure imposte a Shanghai, si teme lo stesso anche a Zhengzhou, importante centro manifatturiero strategico per la produzione di Apple. Nella seconda seduta della settimana, l’Hang Seng ha perso lo 0,24%, mentre Shanghai ha chiuso a -0,43%. Chiusura in rialzo, invece, per Tokyo con l’indice Nikkei che ha guadagnato l’1,25% toccando i massimi delle ultime otto settimane. In grande spolvero i titoli del settore high tech e dei chip.

Sul valutario, in lieve rialzo il dollaro dopo lo scivolone di venerdì, con l’euro che torna sotto la parità a 0,99. Segno meno per il petrolio (-0,2%) con il Brent a 97,73 dollari al barile, in lieve rialzo (+0,3%) a 110 euro al MWh il prezzo del gas.

 

 

Fonte:www.financialounge.com