Borse in rosso e petrolio in rialzo dopo l’attacco israeliano all’Iran

Borse in rosso e petrolio in rialzo dopo l’attacco israeliano all’Iran

I listini europei aprono in negativo dopo il raid di Israele contro la base militare iraniana di Esfahan. Fiammata per l’oro che poi torna piatto, S&P taglia il rating sovrano di Tel Aviv. Buona trimestrale per Netflix a Wall Street

 

Partenza in rosso per i principali listini del Vecchio Continente, che reagiscono all’attacco israeliano contro l’Iran. Il Ftse Mib di Milano cede lo 0,8% con Tim e Stellantis in coda. Male anche Francoforte e Parigi, Londra in avvio cede lo 0,4%.

Intanto S&P Global ha abbassato i rating sovrani a lungo termine in valuta estera e locale di Israele ad “A+” da “AA-“ e i rating a breve termine ad “A-1” da “A-1+”. L’outlook dei rating a lungo termine passa da stabile a negativo. L’agenzia fa sapere che l’outlook negativo riflette il rischio che la guerra tra Israele e Hamas e il confronto con Hezbollah possano aggravarsi o influenzare i parametri economici, fiscali e della bilancia dei pagamenti di Israele in modo più significativo di quanto attualmente previsto.

Intanto, dagli Usa non arrivano notizie positive sul fronte tassi di interesse. A Wall Street, negli scambi after hours, il titolo Netflix ha perso oltre il 4% nonostante una trimestrale oltre le attese. Nei primi tre mesi del 2024 la società ha registrato un utile per azione di 5,28 dollari su ricavi di 9,37 miliardi, contro attese per 4,52 dollari su ricavi di 9,28 miliardi, in rialzo dagli 8,16 miliardi di un anno prima. In aumento del 16% il numero di abbonati, arrivato a 269,6 milioni, contro i 264,2 milioni delle attese.

L’attacco israeliano ha mosso il petrolio, salito in modo repentino per i timori di problemi delle forniture globali. Subito dopo il raid il Brent è salito del 4%, oltre i 90 dollari al barile, per poi ritracciare intorno agli 88 dollari al barile, con un rialzo inferiore al 2%. Andamento simile per il petrolio Wti, poco sotto gli 84 dollari al barile. Andamento inizialmente in rialzo anche per l’oro, bene rifugio per eccellenza di fronte alle tensioni in crescita, tornato poco sotto il record di 2.430 dollari l’oncia per poi tornare intorno ai 2.390, più o meno il prezzo di chiusura del giorno prima. Traiettoria simile per il dollaro, con l’euro che cala a 1,0633 contro il biglietto verde (da 1,0660 in chiusura alla vigilia).

 

 

Fonte:www.financialounge.com