Eurozona, inflazione record spinge la manifattura ai minimi dall’inizio del Covid

L’attività economica dell’Eurozona non mostra segni di miglioramento, con il settore manifatturiero che è scivolato ulteriormente in territorio di contrazione all’inizio del quarto trimestre a seguito di un forte calo della produzione e dei nuovi ordini

 

Secondo le indagini PMI di S&P, l’indice Global Eurozone Manufacturing si è attestato per il quarto mese consecutivo al di sotto di 50,0, segnalando una flessione prolungata delle condizioni del settore manifatturiero. Con un valore di 46,4, l’indice principale è sceso dal 48,4 di settembre al livello più basso da maggio 2020.

Il calo della domanda è stato un fattore chiave per la riduzione dei volumi di produzione. Il livello dei nuovi ordini in entrata è crollato durante l’ultimo periodo dell’indagine, riflettendo la contrazione della domanda da parte dei clienti nei mercati dell’eurozona e di altre parti del mondo.

In oltre 25 anni di raccolta dati, spiega S&P in nota, il tasso di calo dei nuovi ordini registrato nel mese di ottobre è stato superato “solo durante periodi di intensa turbolenza economica, come il periodo della crisi finanziaria globale tra il 2008 e il 2009 e la pandemia”.

“Tra i fattori che probabilmente aggraveranno la contrazione c’è l’inflazione, che rimane ostinatamente elevata nonostante i continui segnali di riduzione delle pressioni sulla catena di approvvigionamento”, commenta Joe Hayes, Senior Economist di S&P Global Market Intelligence.

In Germania l’indice manifatturiero è sceso ai minimi dagli inizi del Covid a 45,1, mentre in Francia l’attività ha segnato una lettura di 47,2, il livello più basso “in oltre due anni e mezzo”.

Non va meglio in Italia, dove la produzione industriale e gli ordinativi hanno toccato i minimi dall’apice della pandemia nella primavera del 2020. L’indice è scivolato dal 48,3 di settembre al 46,5 di ottobre, con poche prospettive di miglioramento all’orizzonte.

 

 

Fonte:www.investing.com