La crisi bancaria Usa ha dato una spinta ai mercati emergenti

Raiffeisen Capital Management analizza i diversi fattori di incertezza, tra cui le tensioni geopolitiche su Russia e Cina

 

La crisi bancaria USA aiuta leggermente i mercati emergenti. A dirlo è Raiffeisen Capital Management. Nel suo Panorama Mercati Emergenti a cura del Team Cee & Global Emerging Markets, Raiffeisen spiega che la crisi bancaria e credito più restrittivo sono fattori negativi per l’economia USA e Wall Street, ma hanno più o meno lo stesso effetto di un aumento dei tassi della Fed. Dunque, non è da escludere che la crisi bancaria negli USA porterà alla fine a meno rialzi dei tassi di quanto originariamente previsto, anche se non ci saranno reazioni a catena, al di là dei fallimenti isolati avvenuti finora. Questo, a sua volta, indebolisce il dollaro, spinge al ribasso i rendimenti USA e aiuta un po’ i mercati emergenti, almeno per il momento.

Secondo Raiffeisen, un fattore di incertezza riguarda la Cina. Al momento sembra che la ripresa cinese sarà piuttosto moderata e fornirà solo impulsi positivi abbastanza contenuti per gli altri paesi emergenti. Bisogna, in ogni caso, tenere d’occhio gli scontri geopolitici tra Cina e Russia, da un lato, e l’alleanza occidentale guidata dagli USA, dall’altro, mentre altri importanti paesi si posizionano in parte strategicamente e in parte opportunisticamente tra questi due poli, come l’India o la Turchia.

Raiffeisen osserva in conclusione che questo confronto geopolitico non solo potrebbe avere un impatto significativo sul commercio globale, ma anche influenzare in modo crescente le politiche economiche dei singoli Paesi. Il che, a sua volta, potrebbe avere conseguenze per le aziende, i loro investimenti, le loro catene di fornitura e lo sviluppo dei loro profitti.

 

 

Fonte:www.financialounge.com