Le Borse Ue in negativo sulla scia di Wall Street

Avvio in rosso per i principali listini del Vecchio Continente, dopo i cali della viglia della Borsa di New York. Restano alti i timori di recessione, con la Bce che prosegue nella stretta monetaria. In calo il prezzo del petrolio, sale il gas

 

Le Borse europee iniziano la giornata in territorio negativo, principalmente a causa della debolezza dei dati economici americani, con la produzione industriale e vendite al dettaglio inferiori alle attese. A Milano il Ftse Mib apre a -0,37%, il Dax di Francoforte a -0,47%, l’Ibex 35 di Madrid a -0,62%, il Cac 40 di Parigi a -0,48% e il Ftse 100 di Londra a -0,46%. Dopo i rialzi della viglia, la Borsa di Tokyo chiude la giornata in ribasso, con l’indice Nikkei a -1%, tra i rinnovati timori di recessione negli Usa.

Lo scivolone di ieri di Wall Street (Dow Jones -1,81%, S&P 500 -1,56% e Nasdaq -1,24%) rischia di far finire il rally di inizio anno sulle Borse europee. Ieri Piazza Affari ha consolidato i massimi sui livelli pre guerra in Ucraina, chiudendo sopra quota 26mila punti, per la prima volta dal 21 febbraio 2022. Oggi dagli Usa sono attesi altri indicatori, come le richieste di sussidi di disoccupazione e l’indice manifatturiero della Fed di Filadelfia.

Gli esperti di S&P Global Ratings hanno previsto che i tassi della Banca centrale europea toccheranno i massimi tra marzo e maggio e non verranno abbassati prima del secondo semestre del 2024. Sul fronte valutario, l’euro resta in zona 1,08 dollari e scambia a 1,0799 dollari. La moneta unica è indicata anche a 138,37 yen, mentre il rapporto dollaro/yen è a 128,09.

In attesa del dato sulle scorte americane, rallenta il prezzo del petrolio: il Brent scadenza marzo è in calo dell’1,06%, a 84,08 dollari al barile, mentre il Wti cede l’1,4% e tratta a 78,37 dollari al barile. Sale il prezzo del gas ad Amsterdam, dopo i cali dei giorni scorsi, a 62,8 euro per megawattora. Lo spread apre in calo marginale a 172 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 3,72%.

 

 

Fonte:www.financialounge.com