L’inflazione cinese peggiora ad aprile, ai minimi dell’era COVID

L’inflazione cinese peggiora ad aprile, ai minimi dell’era COVID

Come hanno mostrato i dati di giovedì, l’inflazione al consumo cinese è cresciuta a malapena ad aprile a causa della limitata ripresa della spesa locale, mentre l’inflazione alla produzione ha toccato un minimo quasi triennale, dato che il settore manifatturiero ha continuato a lottare con il rallentamento della domanda

 

I dati dell’Ufficio Nazionale di Statistica hanno mostrato che l’indice dei prezzi al consumo è aumentato dello 0,1% su base annua nel mese di aprile. La lettura è stata inferiore alle aspettative di un aumento dello 0,4% e alla lettura del mese precedente dello 0,7%.

L’inflazione è scesa dello 0,1% ad aprile rispetto al mese precedente, disattendendo le aspettative che la volevano stabile.

La debole lettura dell’IPC indica che la spesa dei consumatori è rimasta fiacca nonostante l’abolizione delle restrizioni anti-COVID all’inizio dell’anno. Le misure adottate dal governo cinese per sostenere la spesa interna sembrano aver avuto scarso effetto sull’inflazione, in quanto l’economia è reduce da tre anni di lockdown.

Quest’anno l’economia cinese ha registrato una ripresa decisamente disomogenea, con una crescita che ha privilegiato il settore dei servizi, mentre il settore manifatturiero mostra segni di fatica.

L’indice dei prezzi alla produzione si è ridotto del 3,6% ad aprile, rispetto alle aspettative di un calo del 3,2% e al calo del 2,5% del mese precedente. La lettura di aprile si è attestata sul livello più basso da maggio 2020, il picco della pandemia COVID-19.

Lo yuan cinese ha limato i guadagni precedenti ed è sceso leggermente dopo la lettura dell’inflazione.

 

 

Fonte:www.investing.com