Titoli di stato USA: per BlackRock sono da sottopesare

I timori di recessione nei mercati sono in rialzo. Di solito, gli investitori si coprono da questo rischio con obbligazioni sovrane. Tuttavia, il BlackRock Investment Institute (BII) ritiene non adeguato questo approccio

 

I motivi sono diversi. In primo luogo, le banche centrali stanno aumentando i tassi per cercare di domare l’inflazione, causando recessione. In secondo luogo, è improbabile che possano tagliare i tassi come fanno normalmente nelle recessioni a causa dell’inflazione persistente. In terzo luogo, è probabile che gli investitori richiedano una maggiore compensazione per il rischio di detenere titoli di Stato in un contesto di elevati carichi di debito. Risultato: BII preferisce restare sottopesato sui Treasury.

Gli esperti di BlackRock vedono i rendimenti a lungo termine in aumento nei mercati sviluppati alla luce dei fattori politici, dell’inflazione e del debito. Le banche centrali nel nuovo regime devono affrontare un compromesso più netto tra crescita e inflazione rispetto al passato. Tuttavia, non riconoscono che il costo di riportare i prezzi al consumo agli obiettivi stia innescando una recessione.

Nella fase della cosiddetta “Grande Moderazione”, un periodo di crescita costante e inflazione, le banche centrali avrebbero allentato la politica monetaria in corrispondenza dei segnali di contrazione della crescita. Peccato che quell’era sia finita. Ora le banche centrali sono destinate a indurre recessioni restringendo eccessivamente la politica monetaria.

Ma c’è di più. I rendimenti obbligazionari statunitensi sono i più positivamente correlati alle azioni degli ultimi due decenni su base continuativa di 90 giorni.

Il BII è neutrale sulle obbligazioni dell’area dell’euro poiché ritiene che le aspettative per gli aumenti dei tassi della Banca centrale europea siano troppo aggressive. Ma sottopesa le obbligazioni italiane perché l’Italia condivide alcune delle vulnerabilità del Regno Unito: il peggioramento dei fondamentali a causa di un disavanzo delle partite correnti e un pesante onere del debito.

 

 

Fonte:www.financialounge.com